Fallacie, sofismi e paralogismi

Nel giugno 2015 nella lectio magistralis tenuta a seguito del conseguimento della laurea honoris causa in “Comunicazione e Cultura dei media”, il noto saggista Umberto Eco espresse così la sua opinione sul panorama culturale della rete:
“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli. Prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”.

Certo, il fatto di riportare queste parole proprio su un blog potrebbe configurarsi come una fallacia di ritorsione, di cui parleremo più avanti, ma a tre anni dalle parole di Eco, che allora furono bollate come un’esternazione arrogante e elitarista, l’opinione pubblica e gli esperti di comunicazione si trovano a fare i conti con i fenomeni della verità post-fattuale e delle fake news che ne sono una diretta evoluzione.

Oggi si parla di post-verità in riferimento a una notizia parzialmente o completamente falsa che, spacciata per autentica, sarebbe in grado di influenzare una parte dell’opinione pubblica, con gli stessi effetti di un argomento reale. Una caratteristica particolarmente perversa di questo tipo di notizie, che sono per la gran parte costruite per generare delle reazioni emotive solitamente facendo leva su convinzioni preconcette degli utenti, è quella di avere un effetto durevole e cumulativo anche quando ne venisse comprovata la falsità.
La possibilità che questo tipo di strumenti possano essere usati per condizionare la vita politica di una nazione -si pensi alle recenti elezioni presidenziali americane- ha alzato il livello di attenzione per questo problema e, finalmente, anche i governi nazionali e le istituzioni internazionali hanno iniziato a considerare la necessità di emettere normative specifiche per controllare il fenomeno.

Possiamo usare un’analogia e considerare la rete come un’ecosistema, in cui coabitano individui di ogni specie, alcuni dei quali vi riversano dei contenuti di pregio, volti talvolta all’intrattenimento e talvolta all’informazione e altri che diffondono contenuti meno informati, opinioni personali e, come abbiamo visto, persino tentativi di manipolazione animati dalla cattiva fede. In questo scenario, per salvaguardare gli utenti e la società dal diffondersi del morbo della disinformazione, ci sono due strade possibili. Una è quella di ingabbiare gli abitanti dell’ecosistema in gabbie di sicurezza come in uno zoo, con guardiani che si preoccupano di mantenere le gabbie pulite ed evitare le contaminazioni, ma anche limitando la libertà degli occupanti. L’altra è fornire gli internauti di anticorpi per meglio interpretare le notizie che vengono loro fornite e individuare le trappole mentali che abbondano in certi siti propagandistici.

Gli strumenti retorici che si usano per manipolare l’opinione delle persone sono spesso delle vere e proprie fallacie logiche ben mascherate. Con la parola sofisma si fa riferimento ad un’argomentazione capziosa e fallace, apparentemente valida ma fondata in realtà su errori logici formali o ambiguità linguistiche dall’intento volutamente ingannevole. Il paralogismo (dal greco παραλογισμός, composto di παρα- (para-), “contro”, e λογισμός (logismós), “riflessione, ragionamento”) è un ragionamento errato che, anche se non è necessariamente costruito ad arte per ingannare, produce comunque l’effetto di diffondere una falsità facendola passare per vera.

In questo articolo vediamo una carrellata di sofismi, paralogismi e in generale artifici dialettici che vengono usati su alcuni siti o in alcuni dibattiti per convincere il pubblico che le proprie tesi siano veraci o più valide di quelle di un eventuale avversario.

Indice articolo

Pagina 1. Fallacie, sofismi e paralogismi

Pagina 2. Depistaggi

Pagina 2. L'uomo di paglia o argomento fantoccio

Pagina 2. Appello all'emozione

Pagina 2. Falsa dicotomìa

Pagina 2. Fallacie della causalità

Pagina 2. Falsa causa

Pagina 2. Il cecchino texano

Pagina 2. Falsa analogia

Pagina 2. Pendio sdrucciolevole o appello alle conseguenze negative

Pagina 3. Fallacie genetiche e attacchi alla reputazione

Pagina 3. Ad hominem

Pagina 3. Ad personam o ad hominem diretta

Pagina 3. Ad hominem preventivo o avvelenamento del pozzo

Pagina 3. Tu quoque o appello all'ipocrisia

Pagina 3. Incredulità personale

Pagina 4. Altre fallacie informali

Pagina 4. Preghiera speciale

Pagina 4. Nessun vero scozzese

Pagina 4. Appello alla Natura

Pagina 4. Carovana o appello alla maggioranza

Pagina 4. Appello all'autorità

Pagina 4. Domanda a orologeria

Pagina 4. Fallacia Aneddotica

Pagina 4. Onere della prova

Pagina 5. Fallacie formali e logiche

Pagina 5. La fallacia ricorsiva

Pagina 5. Composizione/Divisione

Pagina 5. Ragionamento circolare e petizione di principio

Pagina 5. Affermazione del conseguente e Negazione dell'antecedente

Pagina 5. Autocontraddittorietà (ex falso quodlibet)

Pagina 5. Pseudo-transitività

Pagina 6. Bibliografia

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