Vi è una branca della logica detta logica modale che si occupa di formalizzare il modo in cui le proposizioni possono essere vere o false. La logica modale si occupa di affermazioni del tipo “E’ possibile che…” oppure “E’ necessario che…”
All’interno della logica modale si distingue a sua volta una modalità epistemica che fa uso di operatori di conoscenza e credenza. Si occupa quindi di espressioni del tipo “Conosco che….”, “Credo che…”.
Nella cornice della logica modale si definisce il concetto di conoscenza comune. Si dice che una particolare informazione P è conoscenza comune se tutti gli agenti ne sono a conoscenza, ma anche che tutti sanno che tutti conoscono P, ma anche che tutti sanno che tutti sanno di conoscere P… e così via all’infinito.
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![[cml_media_alt id='2123']Darwin-200[/cml_media_alt]](https://insight.stefanopaladini.net/wp-content/uploads/2015/04/Darwin-200.jpg)
Non si possono non prendere a testimonial di questo articolo i due nomi che fanno da pilastro in un dibattito che ha dominato le scienze naturali dalla fine dell ‘800 per tutta la prima metà del ventesimo secolo. I personaggi raffigurati nelle immagini sono, a sinistra, 