Alcuni strumenti, come il trombone o il violino, permettono al musicista, facendo scorrere la coulisse o le dita sulle corde, di produrre una fluida progressione di suono, che varia dal più grave al più acuto, con continuità.
Eppure, come sappiamo, le note sono “solo 7”. Anziché una progressione continua abbiamo solo sette nomi, separati da intervalli discreti che si ripetono dal grave verso l’acuto.
Ma chi ha deciso quali debbano essere, fra le infinite possibili, le esatte frequenze che noi oggi identifichiamo con le 7 note? Perché proprio 7?
La risposta a queste domande è tutt’altro che semplice perché bisogna comprendere aspetti della fisiologia della percezione del suono, una buona dose di fisica e matematica e oltre mille anni di storia della musica, della filosofia e della religione, dall’antica Grecia ai giorni nostri!
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Apriamo questo articolo con una fotografia di
Ci sono casi in cui gli scienziati si sono dovuti arrendere alla frustrante evidenza che, anche supponendo di avere capacità e risorse infinite, esistono dei traguardi intellettuali cui la mente umana non potrà mai arrivare.
A volte il linguaggio comune e il linguaggio scientifico sono dei falsi amici: usano le stesse parole, ma con significati diversi.
C’è un filo che lega il personaggio mitologico del dio Mercurio, di cui nella foto accanto vediamo un dettaglio della statua presente sul palazzo del Lloyd a Trieste, con la fisica più moderna attraverso il pianeta che reca il suo nome.
La bussola è un oggetto affascinante, che accompagna l’umanità da centinaia di anni e ancora oggi, nonostante i natanti abbiano a disposizione mezzi molto più sofisticati per orientarsi, una bussola a bordo è sempre presente per far fronte a eventuali situazioni di emergenza e malfunzionamento delle apparecchiature.
Il personaggio storico col quale si apre questo articolo è uno scienziato italiano: 
