Nel 1966 lo psicologo cognitivista Peter Cathcart Wason pubblicò un quesito logico volto a mettere in luce la difficoltà della mente umana ad effettuare delle deduzioni senza cadere in quello che chiamò “bias di conferma“.
Ve ne propongo una versione adattata al periodo che stiamo vivendo a causa della pandemia in corso.
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Nel giugno 2015 nella lectio magistralis tenuta a seguito del conseguimento della laurea honoris causa in “Comunicazione e Cultura dei media”, il noto saggista Umberto Eco espresse così la sua opinione sul panorama culturale della rete:
In questo fotogramma, il personaggio di Cypher, nel film The Matrix, medita il tradimento dei propri compagni in cambio di una esistenza virtuale fatta di lusso e agiatezza.
La parola “teorema” spaventa molte persone. Probabilmente perché richiama alla memoria le ore passate sui banchi di scuola durante le lezioni di matematica, impegnati a studiare lunghe e noiose dimostrazioni di cui spesso, per non dire sempre, era impossibile intravvederne una utilità pratica o per lo meno concreta.
Il difficile equilibrio fra giusto e sbagliato.
In una situazione d’emergenza l’esitazione e l’incertezza possono essere fatali.