Ci sono casi in cui gli scienziati si sono dovuti arrendere alla frustrante evidenza che, anche supponendo di avere capacità e risorse infinite, esistono dei traguardi intellettuali cui la mente umana non potrà mai arrivare.
In questo articolo ne vediamo due esempi, nel campo della filosofia e della fisica teorica e mi scuso se in qualche caso dovrò inserire delle equazioni nel testo per completezza di esposizione.
Continua a leggere
Il titolo di questo articolo è una parafrasi dell’opera di Vivaldi, “Il cimento dell’armonia e dell’inventione (Opus 8)” che è una raccolta di dodici concerti per violino (oboe a scelta in due concerti), archi e basso continuo composti da Antonio Vivaldi tra il 1723 e il 1725. Ciò che rende attinente l’opera di Vivaldi con l’ingegneria genetica, che è essenzialmente l’argomento dell’articolo, non è ovviamente la musica da camera, ma il modo in cui egli concepiva la creazione artistica.
Nel giugno 2015 nella lectio magistralis tenuta a seguito del conseguimento della laurea honoris causa in “Comunicazione e Cultura dei media”, il noto saggista Umberto Eco espresse così la sua opinione sul panorama culturale della rete:
In questo fotogramma, il personaggio di Cypher, nel film The Matrix, medita il tradimento dei propri compagni in cambio di una esistenza virtuale fatta di lusso e agiatezza.
A volte il linguaggio comune e il linguaggio scientifico sono dei falsi amici: usano le stesse parole, ma con significati diversi.
Apprendiamo, grazie al contributo prezioso dello chef Germidi Soia (interpretato dal bravissimo Maurizio Crozza in questo
Il difficile equilibrio fra giusto e sbagliato.
