Parafrasando Forrest Gump: intelligente è chi l’intelligente fa.
Sì, perché trovare una definizione unica, rigorosa, di intelligenza, che metta d’accordo tutti è tutt’altro che facile.
Anzi, più la psicologia da una parte e le scienze cognitive dall’altra hanno studiato e approfondito la conoscenza di questa ineffabile qualità, più essa si è rivelata multiforme e frammentata.
A seconda della direzione da cui ci si avvicini al problema, l’intelligenza può essere messa in relazione con la mente, il cervello, l’anima, la personalità, la “fitness” evolutiva, l’informatica…
In questo articolo ne parliamo dal punto di vista dell’informatica e della tecnologia che si sta sviluppando per cercare di superarne le limitazioni.
Ma prima, un po’ di contesto.
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Come sappiamo il corpo umano è un organismo complesso, costituito da un insieme ben coordinato di organismi più piccoli, di fatto invisibili ad occhio nudo, detti cellule. Il corpo umano adulto è costituito da circa 1014 (cento bilioni) cellule eucariotiche. Alcune cellule vivono 2-5 giorni e altre anche molti anni e hanno dimensioni comprese fra ~10-100µm (con poche eccezioni, come la cellula uovo e i neuroni motori spinali). Tuttavia la biologia e la medicina moderne, stanno accumulando prove in maniera sempre crescente che il benessere di questo insieme di cellule non può prescindere da quello meno facile da osservare dei microbi che lo abitano.
Come sappiamo, per avere una vegetazione lussureggiante c’è bisogno di acqua, un composto di cui il nostro pianeta è abbondantemente fornito.
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Alcuni strumenti, come il trombone o il violino, permettono al musicista, facendo scorrere la coulisse o le dita sulle corde, di produrre una fluida progressione di suono, che varia dal più grave al più acuto, con continuità.
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