Come abbiamo visto nell’articolo sulla crittografia e sul controllo dell’errore, la trasmissione dell’informazione non sempre avviene in maniera ideale e, in un epoca in cui la comunicazione è così fondamentale, non domandarsi se il messaggio che si è ricevuto sia verace o meno può portare a conseguenza davvero catastrofiche!
Il rischio non è semplicemente quello di cadere vittima di una e-mail di Phishing, ma messaggi contraffatti o semplicemente danneggiati possono causare la perdita di enormi somme di denaro e persino mettere a repentaglio il futuro dell’intero pianeta, come vedremo nel prossimo paragrafo.
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La necessità di scambiarsi delle informazioni utili alla sopravvivenza è qualcosa che accomuna pressoché tutti i viventi.
Ci sono casi in cui gli scienziati si sono dovuti arrendere alla frustrante evidenza che, anche supponendo di avere capacità e risorse infinite, esistono dei traguardi intellettuali cui la mente umana non potrà mai arrivare.
Che il nostro pianeta abbia un’età ragguardevole è una nozione che ci è stata insegnata fin dalla scuola elementare e racconti, romanzi e rappresentazioni cinematografiche, come il Jurassic Park di Spielberg del 1993, hanno contribuito a costruire nella cultura di massa questa idea di un mondo mitico, popolato da animali che oggi possiamo solo immaginare.
Nel maggio del 1983 arrivò nelle sale cinematografiche un film che si rivelò un grande successo al botteghino: War Games – Giochi di guerra, diretto da John Badham con Matthew Broderick.
Il titolo di questo articolo è una parafrasi dell’opera di Vivaldi, “Il cimento dell’armonia e dell’inventione (Opus 8)” che è una raccolta di dodici concerti per violino (oboe a scelta in due concerti), archi e basso continuo composti da Antonio Vivaldi tra il 1723 e il 1725. Ciò che rende attinente l’opera di Vivaldi con l’ingegneria genetica, che è essenzialmente l’argomento dell’articolo, non è ovviamente la musica da camera, ma il modo in cui egli concepiva la creazione artistica.
Nel giugno 2015 nella lectio magistralis tenuta a seguito del conseguimento della laurea honoris causa in “Comunicazione e Cultura dei media”, il noto saggista Umberto Eco espresse così la sua opinione sul panorama culturale della rete:
In questo fotogramma, il personaggio di Cypher, nel film The Matrix, medita il tradimento dei propri compagni in cambio di una esistenza virtuale fatta di lusso e agiatezza.
La parola “teorema” spaventa molte persone. Probabilmente perché richiama alla memoria le ore passate sui banchi di scuola durante le lezioni di matematica, impegnati a studiare lunghe e noiose dimostrazioni di cui spesso, per non dire sempre, era impossibile intravvederne una utilità pratica o per lo meno concreta.
Se fino alla seconda guerra mondiale, la necessità di crittografare un messaggio apparteneva ad una categoria molto ristretta di persone, come per esempio generali e comandanti che dovessero scambiarsi informazioni militari al sicuro dalle intercettazioni nemiche, oggi che viviamo nell’era dell’informazione, questa problematica è diventata parte della vita quotidiana.